Disegno Piazza Municipio
Disegno Piazza Municipio

Nel cuore del paese, dove le strade sembrano custodire i sussurri di generazioni passate, sorgeva il Rione S. Croce, oggi identificabile con la zona del Carmine e di piazza Municipio. È qui che affondano le radici più profonde di Pomigliano.

Dalle origini a oggi: un quartiere simbolo

Il Rione S. Croce nacque come piccolo borgo rurale al di fuori del primo circuito murario, raccolto attorno a una chiesa dedicata proprio alla Croce già citata in documenti del 1300 e poi attestata nel 1373. In epoca normanna e sveva fu sede di un insediamento agricolo collegato a un monastero di monaci Basiliani, dipendente da quello dei Santi Sergio e Bacco di Napoli.

La presenza di questi religiosi ha lasciato un segno forte nel tessuto sociale ed economico di Pomigliano: fu infatti intorno al monastero e alle sue terre che si raccolsero le prime comunità di contadini e artigiani, coloni e lavoratori della terra (“terziatori”), che resero questa zona uno dei poli vitali della città nascente.

Il monastero tra storia, fede e cultura

Nel XVI secolo il complesso di S. Croce passò ai Carmelitani, che vi fondarono convento e chiesa del Carmine. Attorno a questo nuovo nucleo si sviluppò uno dei rioni più popolati e ferventi del paese: qui si intrecciavano riti religiosi, feste mariane, processioni e opere di carità, mentre i fabbricati a corte tipici della zona ospitavano  numerose famiglie, orti e piccoli giardini.

Nei secoli successivi, il monastero visse diversi momenti: soppresso più volte dalle autorità civili e restituito ai religiosi, fu centro di istruzione (anche grazie ai padri pisani) e di cultura, luogo di pietà popolare, di assemblee e decisioni collettive; finché, nell’Ottocento, l’ex convento non divenne la sede del Municipio, ruolo che ancora oggi conserva.

Il quartiere oggi

Passeggiare nell’attuale zona del Carmine e attorno a piazza Municipio significa rivivere la storia del rione Santa Croce:

  • si leggono i segni delle antiche corti rurali nelle architetture
  • si distinguono le vie che fiancheggiavano il monastero e la chiesa
  • si respira ancora quel senso di comunità che ha fatto di questo luogo un punto centrale per Pomigliano, non solo sul piano religioso ma anche sociale e istituzionale.

Le “case di corte”, qualche portale di piperno, le tracce dei giardini e, soprattutto, l’imponente presenza del vecchio monastero (oggi Municipio) sono il grande patrimonio “nascosto” della memoria pomiglianese.

Figure, leggende e memorie

Nel rione Croce hanno vissuto, lavorato e pregato contadini, maestri d’ascia, donne e uomini che hanno tramandato storie e tradizioni. Numerose sono le leggende nate tra questi vicoli, legate ai miracoli, alle processioni e agli antichi culti che si sono mescolati, di generazione in generazione.

Si racconta che una piccola croce di legno custodita dai monaci del monastero fu protagonista di un miracolo: durante una siccità, la comunità pregò accanto alla croce e, dopo una notte di preghiere, arrivò una pioggia salvifica. Da allora, quella croce è diventata simbolo di protezione e unità per tutto il quartiere S. Croce.

Luogo dell’anima

Il Rione S. Croce, con il monastero, rappresenta la Pomigliano “profonda”: quella delle radici e della memoria, delle mani che lavorano e dei cuori che pregano e s’incontrano. È qui che la spiritualità si fa storia collettiva e dove il passato si intreccia con il presente amministrativo e civile, segno che una vera comunità non smette mai di rigenerarsi.

Per chi davvero vuole conoscere Pomigliano, il viaggio parte da qui, lungo i muri antichi e sotto i portici, tra profumi di pane e storie sospese nell’aria: nel Rione S. Croce e nel suo monastero, dove tutto ha avuto origine e dove ogni battito, ancora oggi, sa di casa.

Fonti:

Renato Caneschi, "Documenti di Storia Pomiglianese. La città, le strade, i monumenti"

Salvatore Cantone, "Cenni storici di Pomigliano d’Arco"